La prescrizione medica, atto complesso a valenza sia clinica che giuridica, è stata sottoposta negli ultimi anni a ripetuti interventi legislativi, che hanno sempre più messo in rilievo le responsabilità in cui incorre il medico nel momento in cui redige la ricetta.

Da questo punto di vista è importante richiamare l’attenzione sul fatto che le conseguenze di prescrizioni mediche improprie, non si limitano ad eventuali sanzioni legate al diritto amministrativo o penale. Esse, infatti, investono anche il rapporto convenzionale con l’USL ovvero anche la possibilità di esercitare la professione (responsabilità disciplinari).

Le sanzioni a cui si espone il medico prescrittore sono ovviamente graduate a seconda della gravità dell’infrazione commessa, limitandosi a quelle amministrative-pecuniarie nelle ipotesi più lievi; arrivando alla pena detentiva, con sospensione o cancellazione dall’Ordine e revoca del rapporto di convenzione, nelle ipotesi più gravi.

Occorre, dunque, grande consapevolezza del proprio compito e delle relative responsabilità, rispettando attentamente la normativa nell’interesse dello stesso prescrittore.

Per ricetta s’intende l’autorizzazione, data in forma scritta al farmacista, perché questi possa consegnare uno o più medicinali al paziente che ne necessita. La “spedizione” di una ricetta quindi non è un precetto (ordine) ma un’autorizzazione alla quale il farmacista dà effetto giuridico, dopo averne accertata la conformità di legge.

La ricetta ripetibile può essere redatta su un qualsiasi foglio di carta purchè riporti i dati identificativi e la firma del prescrivente; la ricetta non ripetibile deve obbligatoriamente riportare a stampa o mediante un timbro la chiara identificazione del medico prescrittore e dell’eventuale struttura da cui questi dipende (art. 89, D.Lgs 219/2006).

La ricetta deve obbligatoriamente contenere data e firma del medico e deve essere intestata in modo tale da poter consentire l’individuazione del prescrittore (la sola firma non è considerata idonea ad identificare il medico).

La data non può ovviamente essere posteriore a quella di presentazione della ricetta in farmacia e la firma deve sempre essere leggibile.
Se la ricetta è redatta tramite computer ovvero è redatta con calligrafia diversa in diverse parti, ciò che le conferisce valore di “prescrizione” è la firma in originale del medico. Il farmacista deve rifiutare la spedizione della ricetta se non è certo della firma del medico.
Qualora esistano in commercio specialità aventi diverso dosaggio, sia unitario che complessivo della confezione, la prescrizione deve essere completa di questi elementi ovvero della posologia e della durata della terapia, al fine di consentire al farmacista la precisa scelta del prodotto.

Il nome e il cognome del paziente possono non essere presenti nelle ricette ripetibili, ma sono obbligatori nelle ricette non ripetibili.

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